Sentenza cassazione obblighi banche

Se la banca non assolve agli obblighi informativi il nesso causale con il danno si presume anche se l’investitore è esperto. Importante sentenza della Cassazione.

Con questa recentissima sentenza (18153 del 31 Agosto 2020) la Corte di Cassazione aggiunge un ulteriore tassello al puzzle che codifica i rapporti tra intermediari bancari e investitori.

Anche nei confronti dei Clienti profilati a rischio più alto, anche se sono e si dichiarano esperti, anche se hanno già operato su strumenti simili, la banca non può esimersi dall’ottemperare agli obblighi.

Non può e non deve stupire perchè ormai i segnali sono, a nostro parere, molto chiari. Non è più tollerato un approccio formale (o approssimativo o, peggio, di mera procedura) nei confronti degli obblighi informativi reciproci.

Si deve dedicare il giusto tempo alla verifica delle esigenze del Cliente, si deve rilevare la vera propensione al rischio, si devono fornire tutte le informazioni relative agli strumenti finanziari.
Solo in questo caso tutti possono stare tranquilli: non ci saranno più Clienti tentati dalla “furbata” quando va male, ma soprattutto aumentano le probabilità di offrire un servizio di reciproca soddisfazione, in un processo win-win.

E non è poco.

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Autore

Andrea Giovannetti
Presidente, CFA e Responsabile Area Consulenza

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