Dal prossimo 31 marzo non si scherza più. Con l’entrata in vigore delle ultime modifiche ai regolamenti Ivass si conclude questa lunga fase di limbo per compagnie e distributori.
Tanti i punti di attenzione richiamati dalle autorità fino ad oggi: governance di prodotto, i target market, la rilevazione delle esigenze della Clientela, la vendita in consulenza per i prodotti a contenuto finanziario, etc. ma il tema sicuramente meno approfondito e il cui obbligo è stato ribadito da Ivass in risposta alla consultazione è quello del “value for money”, cioè il miglior interesse del Cliente.
L’argomento può sembrare banale, ma non lo è nè nella sostanza nè nella forma.
Il prodotto assicurativo può essere venduto solo se è nell’interesse del Cliente. Ci mancherebbe altro, dirà qualcuno, già, ma come si dimostra?
Per i prodotti a contenuto finanziario, come si può argomentare che il prodotto A è meglio di B senza sapere, per es., come andranno i mercati in futuro? E se i prodotti a catalogo sono decine? E se i sottostanti fossero centinaia?
La soluzione è un modello quantitativo che consenta di mappare i prodotti all’interno di cluster coerenti con le policy di governance utilizzando filtri di natura qualitativa.
La soluzione c’è, occhio al tempo
126 giorni



